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1. - Germania. La polizia spintona le persone in piazza. Una ragazzina restituisce la cortesia ad un energumeno in divisa...

2. - Non sia mai detto! Tre in divisa la rincorrono. La ragazzina si dilegua nella folla, mentre uno dei tre energumeni in divisa incespica e cade rovinosamente a terra. La forza, quando manca di ragione e di buon senso, finisce, prima o poi, gambe all'aria. Letteralmente. ;-)


Non iniziò con le camere a gas. Non iniziò con i forni crematori. Non iniziò con i campi di concentramento e di sterminio. […] Iniziò con i politici che dividevano le persone tra “noi” e “loro”.
Iniziò con i discorsi di odio e di intolleranza, nelle piazze e attraverso i mezzi di comunicazione. […]
[…] Iniziò quando la gente smise di preoccuparsene, quando la gente divenne insensibile, obbediente e cieca, con la convinzione che tutto questo fosse “normale”.
Primo Levi



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"Il vero Anthony Fauci. Bill Gates, Big Farma, e la guerra globale alla democrazia e al Servizio Sanitario pubblico." Pubblicazione promossa da Robert F. Kennedy jr. presidente della Fondazione per la Difesa della Salute dei Bambini. Sono 450 pagine. Dodici capitoli, ciascuno con decine, talvolta centinaia, di note di documentazione. Raccoglie il contributo di 46 medici e ricercatori e di 102 scienziati che non hanno avuto paura di parlare.

Edizione 2015 di TED. SOTTOTITOLI IN ITALIANO dell'intervento di Bill Gates. Fai click qui .

"Selected moments from the Event 201 pandemic tabletop exercise hosted by The Johns Hopkins Center for Health Security in partnership with the World Economic Forum and the Bill and Melinda Gates Foundation on October 18, 2019, in New York, NY. The exercise illustrated the pandemic preparedness efforts needed to diminish the large-scale economic and societal consequences of a severe pandemic." SOTTOTITOLI IN INGLESE. Fai click qui.

Il trilemma di Rodrik. Guido Brera spiega che cos'è. Fai click qui.

Banche, non aprite quella porta. Le conseguenze di un bail-in su alcune banche del Nordest potrebbero essere nefaste. Fai click qui.

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STAMPA
“Voltana in Mostra” n. 8 con Anna ed Enrico Bartolotti

Qualsiasi considerazione sull’artista Anna Bartolotti ha, all’origine, due riferimenti: il padre Augusto e Ravenna, capitale del mosaico. Dal padre, famoso artista del ferro battuto, eredita la passione, il carattere e l’estro creativo.
Di Augusto parlano, bene ed in maniera eloquente, a noi - che sovente siamo a Ravenna - le sue opere e soprattutto la Madonna di fronte all’ospedale o il San Francesco.
Anna Bartolotti è nata e cresciuta a Ravenna, sotto il segno del mosaico, patrimonio prepotentemente presente e forse condizionante.
Tema ricorrente dell’autrice: costruire una “teoria” su qualche cosa che è stato gettato via. Si potrebbe dire che è il recupero del pezzo destinato al cassonetto a muovere la sua fantasia. Così la Bartolotti dialoga con i materiali impiegati, manipolandoli tanto che il pezzo di scarto, della lavorazione al tornio e alla fresa, dell’alluminio e dell’acciaio, il frammento temperato, lo scampolo di conchiglia, il minerale spezzato, i vetri consumati dal vento e dal mare diventano i tasselli per comporre i suoi mosaici.
Il pittore Concetto Pozzati ebbe modo di affermare che “…la libertà di rapina è una utilizzazione critica di un arsenale di linguaggi, creati per servire ed essere utili”. Nelle opere della Bartolotti c’è questa traccia; infatti è di tutta evidenza, nei suoi lavori, il ruolo del “furto-memoria” come momento di creazione; in esso la tessera serve ancora per una realizzazione musiva, ma del mosaico non le è rimasto che il ricordo e il “furto” del pezzo di scarto, del fossile, della madrepora, del sasso, del ferro che sono il mezzo per realizzare la sua produzione.
Nella stesura plastica del suo lavoro l’artista adopera tutti gli oggetti casuali e non casuali, per formulare una sua galleria di cose trasparenti, fatta di giardini incantati, paesaggi senza confini, pezzi di mare, figure in movimento
La combinazione dei materiali è, però, tale che l’opera dell’artista si inserisce a pieno titolo nel linguaggio scultoreo.
Chi, infatti, si avvicina alle sue creazioni ravvisa subito in esse un plasticismo semplice, affascinante e naturale che si inserisce nel recupero della tradizione. Tale recupero non è, però, una operazione conservatrice, ma è, piuttosto, la volontà di elaborare il concetto di tradizione.
Per Anna Bartolotti noi tutti siamo il risultato di altre memorie e, nello stesso tempo, siamo il ricordo di noi stessi. Per questo l’opera dell’artista raggiunge l’obiettivo, quando riesce ad essere la somma emozionale delle esperienze proprie ed altrui. I suoi lavori, dunque, sono un mondo fantastico attraverso il quale cerca di insegnarci ad apprezzare non soltanto la superficie di quel che vediamo, ma (facendoci sprofondare nelle nostre storie, siano esse fantasie, ricordi o chimere) anche tutto quanto le opere riescono a trasmetterci od a suggerirci.
Il critico d’arte Rosanna Dardozzi Dalmonte ha, infatti, evidenziato come, per una corretta lettura dei lavori della Bartolotti, sia necessario “…evitare di concentrarsi all’esatto livello del momento osservativo, che risulta inadeguato, essendo ben più proficuo evocare la “memoria ricordo” delle storie che tale lavoro può suscitare”.
Anche la partecipazione alla mostra del nipote Enrico Bartolotti è risultata un momento particolarmente qualificante. Infatti l’intervento del giovane Bartolotti con i suoi pezzi di ferro battuto, aerei come petali di fiori cullati dal vento o penne di uccelli vaganti senza peso nel vuoto, aiuta ad intensificare nell’osservatore la trasposizione dal reale ad un fantastico fatto di atmosfere trasparenti e, citando ancora Rosanna Dardozzi Dalmonte, “…non c’è niente di paradossale in questa affermazione. Il concreto ferro é un aggettivo positivo all’immagine della trasformazione lirica del lavoro che si osserva. Trasparenze concretizzate, realtà trasparenti: leggiamo come preferiamo questo messaggio plastico fatto di paesaggi, di ricordi, di visioni”. Le creazioni di Enrico Bartolotti dimostrano quanto il ferro sia a lui familiare come un materiale del quale conosce tecnicamente tutte le qualità e come mezzo al quale affida il compito di spaziare nel mondo fantastico della trasformazione poetica delle sue intuizioni forti e libere.


Mario Paganini

 Il TACCUINO di Mario 


Eh, bei tempi quelli in cui un "negro" doveva cedere il posto ad un "bianco"! Era facile distinguerli! Invece, oggi, in fila, come si fa a riconoscere un "tamponato" e indurlo a cedere il posto a chi è munito di "super green pass rafforzato"? Il Ministro...non ha speranza.

Quanta pazienza ci vuole! Come può la situazione essere più grave e pericolosa di un anno fa, quando nessuno era immunizzato?
Per vedere, o per rivedere, il video
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Chi meriterebbe il trofeo de "SENZA VERGOGNA 2021" ?
Guarda il video. E commenta... Ancora una volta abbiamo chi strepita bene e razzola male; chi: "fate quello che dico, ma non fate quello che faccio!".
Senza dubbio alcuno, in Italia, abbiamo una cricca di privilegiati che recita e che, mentre moralizza gli altri, va in giro ad infrangere le stesse regole che promuove in tv!
Per vedere, o per rivedere, il video
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"Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza." Benjamin Franklin


TRA QUANTI HANNO FATTO DENUNCIA ALLE PROCURA DELLA REPUBBLICA, C'E' ANCHE UN LUGHESE...
"Chiedo vengano fatti accertamenti e si indaghi se esistano i presupposti per un qualche reato.
Se i farmaci per curare i coronavirus esistevano dal 2005, perché si è scelta la "vigile attesa e tachipirina"?
Perché si è dissuaso i medici dall'andare, prontamente, a visitare i propri assistiti?
Perché, se è possibile fare un'autopsia per morti dovute a radiazioni o a virus, si è disposto di cremare in tutta fretta?
Ignoranza, negligenza o che altro?"
Nessun nome, per evitare contro querele e richieste danni.
Se interessa, visita il sito: www.difendersiora.it
Guarda il video nr. 19
facendo click qui .
Per il video, con il titolo: Denuncia fai click qui, fornisce anche le indicazioni necessarie per partecipare alla denuncia collettiva.

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Il percorso: cornice superiore -> fai click su PUBBLICAZIONI poi fai click, esempio -> Debito Pubblico. Come uscirne senza strozzarci.

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