L’Italia era impreparata nel 1992 ed è ancor più impreparata oggi, per le difficoltà che si sono accumulate e perché ha capito con quali compagni di strada si è messa. Non accuso la sola dirigenza italiana della scelta errata, ma anche quella europea, che era ben conscia, anche spingendosi oltre la realtà fattuale, che l’Italia non fosse preparata per stare nella moneta unica così come era stata concepita.
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Il sistema monetario internazionale, come stabilito a Bretton Woods nel 1944, è diventato il più grande ostacolo alla pace e alla prosperità del mondo. Ora la Cina, sempre più sostenuta dalla Russia – le due grandi nazioni eurasiatiche – si sta adoperando per creare una valida alternativa allo strapotere del dollaro. Leggi tutto facendo click qui.

Perchè negli ultimi 35 anni, chi detiene l’uno per mille della ricchezza globale si è arricchito tanto quanto la metà più povera del mondo. Chi sono i dieci uomini più ricchi del pianeta.
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Il Bitcoin appare come moneta, ma dietro non ha niente che la garantisca davvero. L'opinione di Paolo Barnard la puoi conoscere facendo click qui .


Il trilemma di Rodrik. Guido Brera spiega che cos'è. Fai click qui.

Banche, non aprite quella porta. Le conseguenze di un bail-in su alcune banche a Nordest potrebbero essere nefaste. Fai click qui.

E così la Brexit è avvenuta. Il Prof. Gustavlo Piga ci ricorda "da 5 anni ... ho cercato di spiegare ... come un’uscita di un primo “qualcuno” fosse sempre più vicina, e come questo evento era più che evitabile se solo lo si fosse voluto". Leggi tutto qui

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Produttività e felicità.

“Spesso si distingue fra prima e seconda rivoluzione industriale. La prima interessò prevalentemente il settore tessile-metallurgico con l'introduzione della spoletta volante e della macchina a vapore, nella seconda metà del '700. La seconda rivoluzione industriale viene fatta convenzionalmente partire dal 1870, con l'introduzione dell'elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio. Talvolta ci si riferisce agli effetti dell'introduzione massiccia dell'elettronica, delle telecomunicazioni e dell'informatica nell'industria, come alla terza rivoluzione industriale, e viene fatta partire dal 1970” questo è quanto è possibile leggere su Wikipedia italia
Qualche domanda.
La prima - e più ovvia - è: nella sostanza, dopo le varie rivoluzioni, che cosa è cambiato nella vita degli uomini e delle donne? Forse che le loro vite sono diventate più felici?
Qualche considerazione. Il lavoro deve servire per il sostentamento delle persone, deve garantire alle persone una vita dignitosa. È un errore considerare, quale unico scopo e fine dell’esistenza, il lavoro.
Dunque, è possibile affermare che le rivoluzioni hanno liberato tempo e risorse per una diffusa migliore qualità della vita che ora è - per tutti - considerevolmente più dignitosa?
Invece credo sia evidente a tutti che se ci sono stati degli indubbi miglioramenti, questi non sono universali, non sono condivisi, non sono costanti e - purtroppo - non sono neppure durevoli.
Il “mercato” ed il “capitale” sono due feticci, due falsi idoli a cui tanto viene sacrificato. In tanti declamano e descrivono le meraviglie che il “mercato” ed il “capitale” compiono, ma è un mero libro dei sogni, delle teorie non supportate dai fatti, delle fantasie che non accettano l’evidenza. E dei molti dubbi sulla onestà intellettuale di tanti sapienti (e altrettanto saccenti) che del “mercato” e del “capitale” sono i paladini.
Da secoli i ricchi diventano sempre più ricchi. La ricchezza si concentra in un numero di persone sempre più esiguo. Da secoli il divario tra poveri e ricchi diventa sempre più ampio. Da secoli i poveri sono sempre più numerosi e sempre più poveri. Le fasce di indigenti si ampliano. La miseria diventa una realtà che si coglie agli angoli delle strade o si misura dalla lunghezza delle file alle mense sociali o delle compagnie dedite alla carità.
Come lo stolto fissa lo sguardo al dito e non alla Luna ora la “colpa” dell’esistente stato di cose è dei lavoratori, che non sono abbastanta produttivi; dei consumatori, che non sono abbastanza avveduti; dei risparmiatori, che non sono adeguatamente informati. Non è mai “colpa” del “sistema” e delle persone che docilmente lo assecondano o che spregiudicatamente lo guidano. La “colpa” viene attribuita, invece, a quanti - loro malgrado - lo subiscono.
Le parole addomesticate stravolgono la realtà.
Il lavoratore è sfruttato all’estremo. La sua è una esistenza trascorsa a logorarsi; poichè la prodittività è anche in funzione dell’organizzazione del lavoro e dei mezzi che si hanno a disposizione.
Il consumatore è abbindolato e plagiato dalla pubblicità e da pratiche commerciali ingannevoli. Metodologie assai diffuse perchè mai efficacemente contrastate.
Il risparmiatore non ha le competenze che lo renderebbero capace ed autonomo nelle scelte. Intenzionalmente è tenuto all’oscuro dei meccanismi economici e finanziari.
Capire l’esistente è afferrare il bandolo della matassa. Poi, la volontà e la condivisione, portano a trovare le risposte e le soluzioni.
Allora possiamo iniziare con il dire che “il re è nudo”!
E tentare di mettere al centro la “felicità”, non solamente quella individuale, ma la “felicità” di tutti.


di Mario Paganini

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  • Alberto Bagnai torna su Byoblu, a cinque anni da “Ce lo Chiede l’Europa“, la prima storica intervista, e fa un’analisi lucida, fredda e spietata della società di oggi e di cosa ci aspetta, proseguendo su questa china.
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    Sono sedici anni che gli Stati Uniti sono in guerra in Medio Oriente e Nord Africa, spendendo trilioni, commettendo crimini di guerra e mandando milioni di rifugiati in Europa. Contemporaneamente Washington dice di non potersi permettere le obbligazioni di Social Security e Medicare o di non poter finanziare un servizio sanitario nazionale. Fai click
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    Fukushima, facciamo il punto della sittuazione a quasi sette anni dall'incidente alla centrale nucleare. Per comprendere meglio, ecco che cosa ha scritto ROBERT HUNZIKER nel sito www.counterpunch.org. Trovi sia la Parte Prima che la Parte Seconda. Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GEA CAVOLI. Fai click qui.

    ” [...] proseguendo con le politiche di “austerità” e affidando il riequilibrio alle sole “riforme strutturali”, il destino dell’euro sarà segnato: l’esperienza della moneta unica si esaurirà, con ripercussioni sulla tenuta del mercato unico europeo. Emiliano Brancaccio propone il monito degli economisti pubblicato dal Financial Times qui.

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