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  IL TACCUINO DI MARIO  
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Fregarsi con le proprie mani. Fregarsi al quadrato. Magra consolazione se il male risulta diffuso !

Dare il massimo sul posto di lavoro.
Dai 100 con dedizione e competenza; e - ammettiamolo - anche mosso dall'illusione di avere davanti una fulgida e strepitosa carriera, con sensibili vantaggi economici e suggestivi "fringe benefits".
Poi ti chiedono di dare 120.
Non lo reggi e allora ricorri alla chimica.
Ora riesci a dare 120.
Ehi. Un momento! La paga è rimasta la stessa!
Prima fregatura: lavori molto di più, ma in tasca ti entrano gli stessi denari di prima!
Ohibò! E ora ti sovviene in mente che hai dovuto pagare, in farmacia, con dei denari sonanti, gli integratori portentosi e gli psicofarmaci miracolosi.
Dunque una ulteriore fregatura, che va ad aggiungersi alla prima.
Quindi: fregature al quadrato.
Dal lato aziendale la produttività è cresciuta (enormemente), e sono immutati i costi del lavoro.
Dal lato del lavoratore i ritmi si sono intensificati, le ore trascorse sul posto di lavoro sono cresciute, la paga è rimasta immutata, ha maggiori spese (acquisto di integratori e/o di psicofarmaci) ed ha una percezione della realtà esterna sempre più parziale, confusa e anestetizzata.
Povero lavoratore: ti sei fregato da solo!
E quanti sono i lavoratori che si fregano?
Sono in tanti!


di Mario Paganini
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