www.mariopaganini.it mariopaganini@gmail.com


Il sistema monetario internazionale, come stabilito a Bretton Woods nel 1944, è diventato il più grande ostacolo alla pace e alla prosperità del mondo. Ora la Cina, sempre più sostenuta dalla Russia – le due grandi nazioni eurasiatiche – si sta adoperando per creare una valida alternativa allo strapotere del dollaro. Leggi tutto facendo click qui.

Quello appena varato non è un vero e proprio reddito di cittadinanza e non ci si può attendere molto da esso in termini di sviluppo.
E’ questo il parere di Emiliano Brancaccio qui .


Il trilemma di Rodrik. Guido Brera spiega che cos'è. Fai click qui.

Banche, non aprite quella porta. Le conseguenze di un bail-in su alcune banche a Nordest potrebbero essere nefaste. Fai click qui.

E così la Brexit è avvenuta. Il Prof. Gustavlo Piga ci ricorda "da 5 anni ... ho cercato di spiegare ... come un’uscita di un primo “qualcuno” fosse sempre più vicina, e come questo evento era più che evitabile se solo lo si fosse voluto". Leggi tutto qui

SERVIZI -> Foto & Slide -> Il West route 66

Il percorso: SERVIZI -> Libri & Pubblicazioni -> Debito pubblico. Se non capisco, non pago. Fai un doppio click.

HOME LINK LINK-IT Foto Pubblicazioni Presentationi Chi sono
Racconti
Poesie
Cittadino
Consumatore
Artisti
Mostre
Articoli
Documenti
STAMPA
Umanità in rivolta. La nostra lotta per il lavoro e il diritto alla felicità.

[...] è necessario avere delle coordinate per rispondere alle domande implicite che ci pone il presente. Ad esempio, siamo sicuri di sapere cosa è davvero il lavoro oggi? Chi è davvero il lavoratore? [...]
Il primo articolo della Costituzione recita che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”, ma sappiamo cosa significa oggi questo concetto tanto fondante della nostra società da essere richiamato nelle prime righe della Carta?
Il mercato del lavoro è diventato un’intersezione tra l’esigenza di competitività produttiva, intesa come massimizzazione del profitto, e la necessità di un salario per soddisfare i propri bisogni materiali. Un salario che spesso è troppo basso.
Tuttavia, molti preferiscono aggrapparsi a un’occupazione che garantisce un reddito stabile, sacrificando in questo modo anche il proprio benessere immateriale.
Il pericolo di questo circolo vizioso è da una parte il cronicizzarsi dell’infelicità, dovuta all’insoddisfazione, e dall’altra l’imprigionamento in una ricerca estenuante di soddisfazione dei bisogni materiali.
Purtroppo questo dualismo, acuito dalla crescente mercificazione del lavoro, non porta con sé quegli elementi nobilitanti che il lavoro dovrebbe garantire agli esseri umani e favorisce la prevaricazione della sfera lavorativa su quella privata, con conseguenze a volte drammatiche.
Spazi e gesti che fino a ieri appartenevano alla vita privata e al tempo libero oggi sono messi a profitto.
Questo ha fatto sì che i rapporti tra le persone abbiano subito trasformazioni radicali, con processi di “disarticolazione” nelle relazioni sociali, affettive e intime.
È il segno del fatto che molti, per soddisfare le esigenze del proprio lavoro, sottraggono tempo agli affetti, e questa “colonizzazione” costringe il lavoratore, soprattutto le lavoratrici, a dover scegliere inevitabilmente tra carriera e famiglia.
Così come non possiamo affermare che il lavoro “renda nobili”, ossia migliori. Perchè siamo nell’era del lavoro povero, precario, parcellizzato, sottopagato e trasferibile dallo spazio fisico a quello virtuale, che lascia dietro di sé una massa di disoccupati.
Per queste ragoni è necessario restituire al lavoro la dimensione umana, rendendolo strumento di emancipazione e libertà.
Non possiamo interrogarci sul lavoro senza chiederci chi è il lavoratore.
Il lavoratore è prima di tutto un essere umano e non un ‘oggetto’ di compravendita. Bisogna pensare al lavoratore come a una persona, cioè all’espressione di una ‘pluralità di appartenenze’ nella complessità della vita reale. La semplificazione non può ridurre chi lavora a un ‘oggetto’ di lavoro, ossia a “forza lavoro”. Questa semplificazione ha portato da un lato a perdere di vista altre dimensioni plurali e dall’altro ad allontanarli dal sindacato.” [...]
Una sintesi. Tratta da pag. 98 a pag 100


di Aboubakar Soumahoro. Edizioni Feltrinelli
Alberto Bagnai torna su Byoblu, a cinque anni da “Ce lo Chiede l’Europa“, la prima storica intervista, e fa un’analisi lucida, fredda e spietata della società di oggi e di cosa ci aspetta, proseguendo su questa china.
Per saperne di più fai click qui.

Sono sedici anni che gli Stati Uniti sono in guerra in Medio Oriente e Nord Africa, spendendo trilioni, commettendo crimini di guerra e mandando milioni di rifugiati in Europa. Contemporaneamente Washington dice di non potersi permettere le obbligazioni di Social Security e Medicare o di non poter finanziare un servizio sanitario nazionale. Fai click
qui

"L’Italia è il terzo paese al mondo, dopo Usa e Germania, per riserve auree, con le sue 2.158 tonnellate di oro. [Poter] fare un misero deficit del 2,04%. Gli Stati Uniti [...] durante l’ultima crisi hanno fatto senza problemi un deficit del 13%". Così Fabio Dragoni, imprenditore e giornalista, vi presenta la nuova “banconota” che da settembre il Governo dovrebbe affiancare all’Euro. 70 miliardi di crediti di imposta che potranno iniziare a circolare esattamente come l’Euro, finendo diritti nell’economia reale e contribuendo ad aggirare le regole dell’austerity con le quali l’Europa chiude i rubinetti dell’Euro ai popoli sovrani. Per saperne di più fai click
qui.

Il percorso: SERVIZI -> Libri & Pubblicazioni -> Debito Pubblico. Come uscirne senza strozzarci. Fai un doppio click.

SERVIZI -> Foto & Slide -> Dubai 2a parte