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L’italiano medio non è cattivo, non è crudele, non è indifferente, ma è irrimedialmente stupido. di Gianluca Napolitano

Gli italiani in generale sono brava gente, in maniera inversamente proporzionale alla loro età, ma in generale non abbracciano idee estremiste e hanno una cultura ed una educazione - anche negli strati sociali inferiori - mediamente superiore a quella media degli americani.
L’italiano medio non è cattivo, non è crudele, non è indifferente, ma è irrimedialmente stupido con sprazzi di agghiacciante e repentina lucidità quando gli toccano il portafoglio. Per il resto è un pecorone apatico e docilissimo, come non si vedeva dai tempi dell’impero romano. Quello delle invasioni barbariche, in piena decadenza
Cosa ha trasformato un intero popolo di indomabili individualisti anarcoidi in tanti docili sudditi scandinavi è inutile cercare di capirlo: quello che conta sono gli effetti pratici.
Stiamo parlando di un fenomeno che descriveremo come SA, ovvero “Stupidità Acquisita”.
L’individuo medio è rimasto individualista nel profondo, ma esteriormente, a suon di bastonate, ha capito di far parte di un sistema che per continuare a funzionare, richiede un certo livello di cooperazione, alla quale tutto sommato ottempera.

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