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Pretesti per scatenare una guerra in grande stile. di Mario Paganini

La crisi finanziaria, energetica logistica e morale in cui si trova l’occidente ha annebbiato la vista dei leader europei che continuano a farneticare senza avere una minima visione chiara di quanto sta accadendo. Si cercano altri diversivi per distogliere la gente da quanto accade di grave e, persino la crisi climatica, viene sottovalutata. Come se in questa non ci si la pesante responsabilità di quanti hanno approvato gi esperimenti di geotermia, su clima e sull’atmosfera. Come se le tonnellate di bombe sganciate dagli USA non abbiano influito sul clima e sul cambiamento in atto.
Le spiagge sono piene e siamo sotto ferragosto. Non c’è tempo per pensare alle cose gravi che stanno accadendo.
Il risveglio presto si avvicina e sarà molto brusco e sgradevole per tutti.


I precedenti non mancano.
-- Il 28 giugno 1914 uno studente nazionalista serbo, Gavrilo Princip, uccise a Sarajevo l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austriaco.
L'Austria diede la colpa alla Serbia e le dichiarò guerra.
Per via delle alleanze, in pochi giorni scattò una reazione a catena: la Russia difese la Serbia, la Germania attaccò la Francia e la Russia, e la Gran Bretagna entrò in campo, trasformando una lite locale in una guerra mondiale.
-- L'incidente di Gleiwitz fu un finto attacco inscenato contro la stazione radio tedesca di Gleiwitz (l'attuale Gliwice) il 31 agosto 1939 che costituì il casus belli del quale Adolf Hitler si servì per giustificare agli occhi dell'opinione pubblica tedesca l'invasione della Polonia il giorno seguente da parte della Wehrmacht, dando così inizio alla seconda guerra mondiale.
Alle ore 20:00 del 31 agosto (quando già da molte ore Hitler aveva ordinato l'attacco contro la Polonia che avrebbe avuto inizio alle ore 04.45 del giorno successivo), 12 militari tedeschi, appartenenti ad un corpo di élite del reparto comandato dall'Obergruppenführer Alfred Naujocks, simularono l'assalto alla stazione radio tedesca e, dopo avere interrotto il programma in quel momento in onda, misero in atto il piano: dal microfono furono udite grida, spari e messaggi sediziosi rivolti alle minoranze polacche nella Germania orientale affinché prendessero le armi contro i tedeschi. Prima che la squadra dell'SD si allontanasse, vennero lasciati sul posto alcuni cadaveri come prova dell'avvenuto incidente. Infatti, per rendere maggiormente credibile l'accaduto furono prelevati dei prigionieri dai tratti slavi dai campi di concentramento, i quali, dopo essere stati vestiti con le uniformi polacche, sarebbero stati uccisi e lasciati sul posto, a beneficio dei fotografi e dei cronisti stranieri fatti arrivare sul posto, come prova dell'incursione polacca in territorio tedesco.
-- L'incidente del golfo del Tonchino (in vietnamita Sự kiện Vịnh Bắc Bộ, in inglese Maddox incident o Papalousa incident) è l’evento che ha dato inizio alla guerra del Vietnam. Avvenuto nel golfo del Tonchino tra il 2 e il 4 agosto 1964, ha ad oggetto il susseguirsi di uno scontro aeronavale tra un cacciatorpediniere statunitense ed alcune motosiluranti nordvietnamite, e un attacco, in realtà mai avvenuto, che gli Stati Uniti sostennero di aver subito due giorni dopo.
Secondo il resoconto americano l'esito dello scontro fu di quattro marinai del Vietnam del Nord uccisi e sei feriti, mentre non ci furono vittime tra i marinai degli Stati Uniti. La conseguenza di questi incidenti fu un casus belli che il presidente statunitense Lyndon B. Johnson sfruttò per chiedere la Risoluzione del golfo del Tonchino, il 7 agosto 1964, al Congresso americano, in modo da ottenere l'autorità di attaccare il Vietnam del Nord, senza formale dichiarazione di guerra.


di Mario Paganini
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