Che cosa prevede la riforma.
La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei Magistrati è uno dei punti centrali del programma con cui la coalizione di centrodestra si è presentata alle elezioni politiche del 2022. Secondo il governo, l’intervento punta a rafforzare l’indipendenza del giudice rispetto alle parti del processo e a ridurre il peso delle correnti nella magistratura.
Uno dei passaggi principali riguarda la giustizia disciplinare, cioè il sistema con cui vengono sanzionati i magistrati che commettono illeciti o violano i propri doveri. Oggi questa funzione è esercitata dal Consiglio superiore della magistratura (CSM), l’organo previsto dalla Costituzione per garantire autonomia e indipendenza della magistratura. Il CSM gestisce assunzioni, trasferimenti e valutazioni di professionalità e, attraverso una sezione interna, decide anche sulle sanzioni disciplinari. Lo stesso organo che governa le carriere è quindi competente anche per i procedimenti disciplinari.
Se la riforma sarà confermata dal referendum, la competenza disciplinare non spetterà più al CSM. L’attuale CSM sarà diviso in due CSM distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, mentre i procedimenti disciplinari saranno affidati a un nuovo organo costituzionale autonomo, l’Alta Corte disciplinare. Nelle intenzioni del governo, questa scelta separa la gestione delle carriere dal giudizio sugli illeciti.
L’Alta Corte disciplinare sarebbe composta da 15 giudici. Tre sarebbero nominati dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio. Altri tre sarebbero estratti a sorte da un elenco di professori ordinari e avvocati con gli stessi requisiti, elenco che il Parlamento in seduta comune deve compilare mediante elezione entro sei mesi dal proprio insediamento.
I restanti nove componenti sarebbero magistrati scelti tramite sorteggio, con requisiti specifici. Sei dovrebbero essere magistrati giudicanti con almeno vent’anni di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgono o hanno svolto funzioni di legittimità, ossia presso la Corte di Cassazione. Tre dovrebbero essere magistrati requirenti con la stessa anzianità e con esperienza nella giurisdizione di legittimità. Il presidente dell’Alta Corte sarebbe scelto tra i membri nominati dal capo dello Stato o tra quelli estratti dall’elenco parlamentare. Tutti resterebbero in carica per quattro anni, senza possibilità di rinnovo.
La riforma interviene anche sui ricorsi. Oggi le decisioni disciplinari del CSM possono essere impugnate davanti alla Corte di Cassazione. Il nuovo testo elimina questo passaggio e introduce un doppio grado di giudizio interno all’Alta Corte. Le decisioni di primo grado potrebbero essere impugnate davanti allo stesso organo, ma in una composizione diversa rispetto a quella che ha emesso la prima pronuncia. La decisione definitiva resterebbe quindi all’interno dell’Alta Corte.
Ricapitolando: sia la riforma costituzionale promossa dal governo sia il programma del Partito Democratico del 2022 prevedono l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. Le funzioni attribuite a questo organo, però, non coincidono. Nella proposta del Partito Democratico, l’Alta Corte avrebbe giudicato solo le impugnazioni contro decisioni disciplinari già adottate dal CSM e le contestazioni sulle nomine, senza sostituire il CSM nella sua funzione disciplinare. La riforma sottoposta a referendum, invece, trasferisce all’Alta Corte l’intera competenza disciplinare, sottraendola al CSM, e modifica anche il sistema dei ricorsi, eliminando il passaggio davanti alla Corte di Cassazione e prevedendo un doppio grado interno allo stesso nuovo organo.
Inoltre la riforma costituzionale non si limita all’Alta Corte. Il testo prevede anche la divisione dell’attuale CSM in due organi distinti, e introduce meccanismi di sorteggio per la selezione di parte dei componenti. Sono scelte ulteriori rispetto alla sola istituzione di un’Alta Corte, che possono incontrare l’opposizione di chi, pur favorevole alla separazione delle carriere, preferisce strumenti diversi per realizzarla.
FONTE: https://pagellapolitica.it/articoli/partito-democratico-alta-corte-magistrati
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