Articolo Nr.803
del 10/05/2026
Quello che non capisco è perché gli Occidentali contestino ai Russi di essere quello che sono. di Carlo Coppola

I Russi non sono un popolo aggressivo. Non hanno ambizioni imperialiste. In epoca zarista forse, spinti dall'aristocrazia e da una facile espansione in territori praticamente spopolati o quasi. Fare l'imperialista in steppe disabitate non è esattamente come farlo in zone densamente abitate (pensate all'India britannica, per esempio). Ma in ogni caso mai verso l'Europa occidentale. Mai nella Storia. Mai nella Storia i Russi hanno dimostrato pretese verso i territori occidentali, semmai hanno sempre cercato di essere accettati, e per secoli lo sono stati, nel contesto delle Nazioni europee.
I Russi, da quando esistono come entità politica e culturale, hanno sempre subito aggressioni da parte dell'Europa e per questo temono ancora che possa succedere di nuovo.
Sono stati attaccati dai Polacchi e Lituani per secoli, poi dai Francesi con Napoleone, dai Turchi per decenni, poi da Inglesi, Francesi e Piemontesi, nell'Ottocento, nella guerra di Crimea, poi dai Tedeschi nella prima guerra mondiale, con il Kaiser che era perfino un parente dello Zar, con il re Inglese, cugino di tutti e due, e nella seconda guerra mondiale con Hitler, peraltro ancora una volta coadiuvato da Italiani. Noi Italiani per ben tre volte abbiamo mandato eserciti a casa loro.
Quanti tentativi di invasione…
La paura di essere invasi è diventata parte del sentimento nazionale. Una costante. L'evenienza di avere uno Stato enorme, il più grande del mondo, ma con relativamente pochi abitanti, rispetto agli sconfinati possedimenti storici, peggiora le cose.
I Cinesi, con un territorio che è la metà di quello russo, sono dieci volte più numerosi.
La sindrome da assedio è viva in ogni russo. Chiunque parli di cultura militare russa deve tenere ben presente questo sentimento che è comune a tutti i russi. Sono stati attaccati troppe volte, nella loro storia, per fidarsi di vicini e parenti. Giusto, sbagliato, vero, falso, non ha importanza. È il sentimento nazionale. Ben vivo e presente ancora oggi.
Capito il concetto?

FONTE: Questo articolo è parte di un articolo di Carlo Coppola. Vuoi l'originale? Fai click su questa scritta.


articolo proposto da Carlo Coppola e pubblicato in Rete su https://qr.ae/pFnmCJ