Dire la verità, magari non subito, ma almeno giunti a metà strada, sarebbe stato meno difficile e nocivo che riempirci di menzogne per tenere in piedi questa realtà virtuale ora improponibile.
La guerra in Iran l’hanno iniziata Israele e gli Stati Uniti con delle scuse ridicole, e le trattative erano solo un’esca per fargli abbassare la guardia, la decisione era stata già presa fin da prima, non importa quali accordi accettassero, non sarebbero andate bene comunque.
Da 30 anni Netanyahu dice che l’Iran ha l’uranio per farsi l’atomica. Se non l’ha fatto finora è perchè non voleva, non perché non ci riusciva. In 30 anni sarei stato capace di farle anch’io, nel mio garage. Il resto sono balle.
Quello che vediamo tutti è che ci sono due potenze nucleari (di cui una illegale) che fanno guerra a una potenza non nucleare, con l’accusa di volerlo diventare. E lo possono fare solo perchè evidentemente nucleare non è. A Kim Jong Un ressuno rompe i coglioni. Chissà come mai!
La guerra scatenata da USA ed Israele è illegale ai sensi della legalità internazionale e del rispetto di un mondo fatto di regole. Una legalità a senso unico, come chiarito dal principale difensore di quella legalità, che ha detto testualmente “io delle leggi internazionali me ne fotto”. E voi vorreste che noi andassimo in guerra per difendere questo sistema?
Ed è pure una guerra di aggressione, oltretutto a tradimento, senza preavviso, e scatenata principalmente contro obbiettivi civili. A Minab, il 28 febbraio è cominciata distruggendo una scuola elementare, aspettando anche l’orario di lezione e facendo a pezzi (letteralmente) 160 bambine e le loro insegnanti. Ma nessuno cita più la retorica “l’aggressore ha sempre torto” e “noi stiamo con gli aggrediti”.
Questo succede perché “stare con gli aggrediti” per i nostri governanti, fino a ieri, si traduceva nel “mandare i soldi a Kiev”, per poi vedersene tornare indietro una buona fetta.
Soldi che uscivano dalle tasche di noi contribuenti, ma tornavano indietro per entrare nelle tasche di determinati privati. Ecco il perché di tanti viaggi in treno, nell’epoca delle teleconferenze, per andare a parlare di persona con Zelensky. Senza testimoni, senza interpreti. D’altronde per certi ragionamenti diplomatici basta un inglese rudimentale e una calcolatrice, non serve un interprete.
Ecco perché deve continuare ad esistere una Ucraina indipendente, con le sue banche opache, in mano al regime, e i suoi bei conti bancari segretati. Una Ucraina che, una volta finito di succhiare tutto il sangue succhiabile, deve entrare nella UE, subito, adesso, in modo da ripulire banche e conti segreti. E rendere spendibile il malloppo accumulato.
Lo vogliamo dire che queste sono solo carotone offerte alle nostre élites, esche irresistibili, mentre lo scopo vero era un altro: quello dei Neocons americani, di demolire la Russia, per impossessarsi delle sue risorse, senza lasciare ai vassalli europei neanche le briciole.
Che cosa facciamo? Ci dimentichiamo che quel piano è andato a puttane? E mentre gli americani non alimentano più la macchina bellica ucraina, i nostri governanti stanno tentando disperatamente di mantenere in piedi il governo Zelensky, nella speranza di recuperare quei soldi rimpiattati in Ucraina, prima che arrivino i russi e facciano piazza pulita.
Questo spiega anche come mai non ci sia nessun interesse ad aiutare l’aggredito Iran, che oltretutto è imbottito di quattrini suoi (potenzialmente) grazie al petrolio, a differenza dell’Ucraina, dove i quattrini bisognava mandarli dei nostri...
L’Iran è sotto sanzioni, i conti controllati, le banche monitorate. I soldi versati sui conti iraniani sono bloccati, rimangono lì, oggi come domani, come accade da 37 anni. Quindi che l’aggredito si arrangi, cazzi suoi.
Questa è la semplice verità...
In Occidente rendono possibile ai “Re”, di imporre la loro volontà ai sudditi, i loro ministri, i loro Gran Visir, i loro tirapiedi e laccaculi.
E ovviamente sono anche i sudditi, a volere che sia imposta loro questa volontà.
Sudditi desiderosi di continuare a pensare ai loro affari, impegnati a risolvere la pletora di problemi quotidiani, a gestire famiglie che anche quando sono composte da un solo elemento necessitano di contabilità e tecniche di gestione che un tempo erano riservate alle piccole aziende. Una vita quotidiana rovinata da orari, impegni, adempimenti assurdi, collidenti fra loro, e che risucchiano ogni energia disponibile, anche a chi, sul lavoro, deve solo scaldare la sedia.
Lo vogliamo dire che tutto questo è voluto, è una strategia di sfinimento programmato, in modo che la gente non abbia la minima voglia, e neppure la forza, di “pensare”?
FONTE: Questo articolo è la parte iniziale di un articolo di Gianluca Napolitano. Vuoi l'originale? Fai click su questa scritta.
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