2020 – 2° di 5. L’anno in cui ci siamo fatti disumanizzare e trattare da bambini.

Ho scritto di recente un discorso satirico che, nella mia immaginazione, avrebbe potuto essere pronunciato dal nostro Primo Ministro, un discorso infarcito da tutta una serie di regole assurde per la regolamentazione delle festività natalizie. È stato un compito veramente difficile. Non perché non fossi in grado di inventarmi centinaia di regole insensate, se solo avessi voluto farlo, ma perché lo scopo della satira è quello di aumentare il livello delle assurdità di un grado o due, per sottolineare la ridicolaggine di ciò che sta accadendo. Ma come è possibile fare una cosa del genere quando le assurdità della vita reale sono già arrivate oltre il fondo scala? Non vi prendo in giro quando vi dico che il mio elenco originale includeva il divieto di giocare ai giochi di società nel giorno di Natale, eventualità che avevo scartato [come impossibile], solo per vedere, qualche giorno dopo, il SAGE (Scientific Advisory Group for Emergencies) consigliare di non giocare ai giochi da tavolo.
Ormai sono quasi nove mesi che veniamo trattati come dei veri e propri imbecilli. Un Paese un tempo grande, con un popolo una volta libero, è stato ridotto ad essere governato con slogan patetici e infantili. E, per qualche motivo, ci siamo lasciati infantilizzare.
Sono assolutamente perplesso da come la gente sia stata convinta ad accettare alcuni di questi slogan senza sganasciarsi dalle risate.
“State all’erta. Controllate il virus. Salvate qualche vita.”
Cosa diavolo dovrebbe significare una cosa del genere? Restare in allerta? Per che cosa? Dovremmo stare in guardia per un virus grande circa 120 nanometri, 1.000 volte più piccolo di un capello? Dovremmo portarci dietro un microscopio elettronico ovunque andiamo, per sicurezza? Uno dei miei cartelloni stradali preferiti è uno di quelli elettronici, che a volte vedo andando in ufficio. Un giorno dice: “State all’erta. Controllate il virus.” Un altro, ripete: “State in allerta. Attenzione ai ciclisti.” Va notato che i ciclisti sono molto più grossi di 120 nm e spesso portano anche giacche ad alta visibilità, che i coronavirus rifiutano di indossare.
Controllare il virus? Cosa? Vuol forse dire che, in realtà, pensano che siamo così stupidi da pensare di essere abbastanza intelligenti da escogitare stratagemmi in grado di controllare delle piccole, invisibili particelle virali di 120 nm di grandezza che si trovano nell’aria e sulle superfici. A quanto pare è così.
Salvare delle vite? Sono pronto ad ascoltare anche un solo ragionamento convincente su come io e la mia famiglia, non avendo alcun sintomo e quindi non essendo infettati dal virus, potremmo fermare la diffusione di tale virus, che non abbiamo, rimanendo a casa o coprendoci le vie respiratorie con un pezzo di stoffa, così da poter salvare delle vite.
Più di recente, hanno deciso che gli slogan erano forse un po’ troppo complicati e dovevano essere ulteriormente semplificati, questa volta riducendoli a monosillabi: “Mani. Faccia. Spazio.” Anche se di solito evito di guardare il Compagno Johnson e i suoi accoliti sparare castronerie nelle loro regolari apparizioni televisive, tutte le volte che mi è capitata questa sfortuna ho avuto la strana sensazione di ritrovarmi all’improvviso nella più grande scuola materna del mondo, con l’insegnante che parlava ai suoi piccoli alunni come se fossero proprio tanto stupidi.
Non offenderò la vostra intelligenza ripetendovi tutti gli slogan con cui ci hanno ingozzato quest’anno, basti dire che frasi come “bolla sociale” e “Covid-sicuro” sarebbero molto divertenti se non fosse per la gravità della situazione in cui ci hanno messo quelli che si inventano queste sciocchezze (a parte questo, gli edifici che dovrebbero essere “Covid-sicuri” saranno anche “Influenza-Sicuri” e “Raffreddore-Sicuri“?)
Ma l’infantilizzazione di un’intera popolazione non è affatto la cosa più brutta a cui siamo stati sottoposti. Assai peggiore è stata la disumanizzazione di milioni di persone, attuata attraverso una serie di metodiche altamente distruttive.
Prima fra tutte è l’idea che ci si debba evitare l’un l’altro. Non riesco nemmeno a pensare a quanto questo possa essere distruttivo. In una società normale, se voi o io avessimo i sintomi di una malattia respiratoria stagionale particolarmente brutta, che è quello che è il Covid-19, ci eviteremmo a vicenda. È ovvio. Ma l’idea di persone perfettamente sane che evitano altre persone perfettamente sane è sicuramente uno dei concetti più assurdi mai immaginati. Non soltanto una cosa del genere è palesemente inutile, ma è anche destinata ad avere conseguenze a lungo termine, proprio perché va ad interferire con il modo con cui ci consideriamo a vicenda, come ci relazioniamo, come ci comportiamo quando stiamo insieme. [Questo modo di pensare] ci fa passare dal considerarci a vicenda come esseri umani, fatti a immagine di Dio, a portatori ambulanti di virus e di potenziali rischi. Alcune persone ora si comportano proprio come se, invece di camminare in mezzo ad altri esseri umani, si stessero muovendosi in mezzo ad una folla di potenziali terroristi.
Evitare la gente non solo è profondamente distruttivo dal punto di vista psicologico e sociale, ma è anche estremamente crudele. L’idea che un nonno non possa avere contatti con i propri figli o con i propri nipoti è semplicemente oscena. E il pensiero stesso che gli anziani siano lasciati a marcire da soli nelle case di riposo, piuttosto che poter rimanere con i propri cari, è da deviati. Eppure è quello che abbiamo fatto, o che ci è stato permesso di fare.
E, naturalmente, non posso non parlare di disumanizzazione senza menzionare le mascherine. Questi miserabili orpelli erano stati introdotti durante l’estate, molto tempo dopo la fine dell’epidemia, in un momento in cui non avrebbero potuto fare nulla di buono, anche se fossero stati capaci di fare qualcosa di buono. Perché le mascherine erano diventate obbligatorie? In parte per mantenere viva la narrativa del terrore, anche se il rischio di morire di un virus respiratorio stagionale in quel periodo dell’anno era straordinariamente basso. Ma, cosa ancora più importante, perché sono un simbolo di sottomissione. Sono un “ora possiamo fare di voi tutto quello che vogliamo.” Non hanno nulla a che fare con la salute. Sono un mascheramento psicologico e, ancor più del distanziamento sociale, sono servite ad alterare il nostro modo di interagire con gli altri.
Milioni di persone sono state umiliate dal Marketing Team del Covid-19 e dai loro infantili slogan. Milioni di persone, con il volto, il sorriso, la risata, la consapevolezza di sé coperti da pezzi di stoffa sono state disumanizzate e trasformate in automi senza espressione. Questo è stato l’anno che abbiamo appena vissuto. Sarà il 2021 l’anno in cui una massa critica di persone cercherà di fuggire dalla scuola materna per tornare ad essere umana?
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Autore: Rob Slane. Fonte: theblogmire.com