Una casa nuova ? Iniziamo dalle tendine alle finestre del secondo piano !

Ad alcune persone il suffragio universale attivo e passivo sta stretto e non è più gradito. Poi costoro vorrebbero che in Parlamento ci fossero solamente dei professionisti (della politica, del sindacato, del sistema produttivo, del mondo accademico, ecc.).
Accade che alcuni Parlamentari professionisti (e di professione Parlamentari di lungo corso) vorrebbe l'immediata abolizione dell'utilizzo del contante. Costoro vorrebbero che, da subito, tutti i pagamenti fossero fatti ricorrendo alle carte e all'elettronica.
Fossero persone comuni, che tutti i giorni vivono la realtà Italiana, avrebbero un atteggiamento diverso e, certamente, più cauto.
Entro in farmacia.
La dottoressa: "Prego vada alla postazione che le mando subito la collega".
Arrivata la collega: "Prego si accomodi. Oggi hanno rilasciato una nuova release e non conosco la nuova procedura."
Ho fatto bene ad accomodarmi. La "collega" diventa sempre più piccola, fino a scomparire dietro al monitor. Dopo un buon numero di tentativi, prende il telefono e chiede istruzioni.
Capisco e conosco la situazione.
Trascorrono venti minuti di orologio... Poi, finalmente, è fatta !
Nel pomeriggio passo di fronte alla sede di una associazione culturale molto nota.
Per l'iscrizione e per la partecipazione alle numerose e qualificate iniziative occorre anticipare alcune centinaia di euro, che non ho nel portafoglio.
In un'angolo della sala c'è la postazione per i pagamenti a mezzo POS e vari tipi di Carte elettroniche. La fila è lunga. Non avanza.
Chiedo informazioni.
"Il POS non funziona da un'ora, ed il Numero Verde da noi interpellato non ha risolto il guasto. Però in fondo alla strada c'è un bancomat. Vada lì e poi ritorni con il contante."
La postazione bancomat "in fondo alla strada" è sulla via del ritorno alla mia abitazione.
Sono incerto sul "che fare?": "vado e torno? Oppure rinvio tutto a domani?"
Il bancomat, invece, non consente dubbi. Sul monitor è dato leggere: "Fuori servizio."
Se tanti qualificati professionisti vivessero la realtà italiana, avrebbero un atteggiamento diverso e, certamente, più cauto.
Se ce ne fosse stato bisogno, nel volgere di poche ore, ho avuto un campione/saggio della situazione (e dell'arretratezza) in cui si trova il Paese.
Le riforme vanno pensate e realizzate partendo dalle strutture portanti e concrete, non dai fronzoli !
Sarebbe auspicabile che una quota di chi parla e decide fosse composta, sì da dei professionisti, ma da professionisti della normalità, del "comune buon senso" e, soprattutto, da persone con "i piedi per terra"!


di Mario Paganini